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Piancaldoli è stretto nell'abbraccio di boschi e castagneti, ricco di aria fine
ed acqua. Il paese è ai confini della Provincia di Firenze, attraversato dalla Provinciale 58,
che dal Passo della Raticosa procede panoramica verso il Sasso di San Zanobi, raggiungendo Piancaldoli
e Giugnola e continuando verso la Romagna. La Provinciale di San Zanobi invece percorre la valle del Diaterna,
e collega Piancaldoli a Firenzuola passando per le borgate di Visignano, Castelvecchio,
Caburaccia e Bordignano. Nella piazza trapezioidale, la chiesa, il campanile, la canonica, il Marzocco, il Monumento ai Caduti e la Fontana Torricelli costituiscono un gruppo architettonico omogeneo. La facciata della chiesa è in pietra serena, modellata dagli artigiani del luogo, un tempo numerosi e famosi per la loro maestria. All'esterno della chiesa sono presenti due splendidi mosaici, dedicati alla Vergine Santa ed a S. Andrea, a cui la chiesa è dedicata. All'interno della chiesa sono conservati un originale del Marzocco, leoncino di pietra serena del 1490 che richiama il definitivo possesso dei fiorentini del castello di Piancaldoli, una statua di San Domenico in pietra arenaria del secolo XVI, un affresco recuperato dall'Oratorio di S.Antonio Abate presso Mercurio, restaurato nel 2000. Si può notare una Madonna in trono con bambino e ai lati S. Antonio Abate e S. Domenico. Opera di pittore ignoto e di stile quattrocentesco. Sempre nella chiesa sono presenti un palliotto da altare in scagliola con raffaellesche volute del 1708 e 14 vetrate istoriate rappresentanti Immagini sacre di stupendo effetto cromatico e illustrativo Del centro storico di Piancaldoli fa parte anche la chiesina dell'Immacolata del 1632, un vero gioiello di proporzioni architettoniche e artistiche.
Sopra il vecchio borgo di Piancaldoli si trova la Rocca di Caterina Sforza, che domina l'Alta Valle del Sillaro da più di 5 secoli,
testimone di battaglie, intrighi politici e leggende ai tempi delle lotte fra Guelfi e Ghibellini, tra Comuni, Signorie e Papato. |